aprile 26, 2009
Terremoto e terremoti
Brrrr. A volte è brevissimo, neanche ti dà il tempo di pensarlo. A volte è lungo, lunghissimo: sembra che anche il tempo rimanga lì attonito, incapace di formulare il più elementare dei pensieri.
Brrrrr. E’ la casa che rabbrividisce e balla al ritmo della terra.
Brrrrr. Le tue sicurezze traballano come gli Svaroski nella vetrinetta.
Brrr. Il panico s’impossessa di tutto e dilaga, veloce, seguendo il brivido. Il panico sente, pensa, agisce al posto tuo. Tutto è pericoloso, tutto ti è nemico, la ragione in primis.
Sono stata a Teramo per le vacanze di Pasqua. Più che con il terremoto, è con il panico che ci siamo scontrati, soprattutto con quello dei nostri coetanei, a cui io non ero minimamente preparata. Non so perchè, ma pensavo (e ne sono tutt’ora convinta) che fosse compito dei giovani fare forza alla comunità, arginare il panico dilagante, consolare, aiutare, sostenere. Portare futuro e ragionevolezza. Conforto e determinazione. Nonostante TUTTO.
Molto probabilmente chiedo troppo.
Ma non è solo la terra che trema. Nell’ultimo anno molte delle coppie che conosco sono state attraversate da terremoti più metaforici ma non meno catastrofici, ai quali alcune, che credevo inossidabili, hanno ceduto senza troppe difficoltà, mentre altre hanno riportato profonde crepe che faticano a risanare.
gennaio 10, 2009
SCN
Alleluja, fiato alle trombe, ho iniziato il servizio civile!!!
Dopo ben 3 mesi di rinvii finalmente “qualcuno” ci ha permesso di iniziare con la formazione ma… che peccato, visto che abbiamo iniziato dopo il 31 dicembre 2008 il ministero non ci paga più i contributi INPS (ovviamente l’assegno mensile è rimasto invariato dal 2003, alla faccia dell’inflazione galoppante). Direi che rientriamo perfettamente nella definizione di corrente di cornuti e mazziati…
Rogne ministeriali a parte, per ora tutto procede benone, siamo un gruppo decisamente eterogeneo visto che c’è una mamma laureata in architettura, un organizzatore di serate in discoteca, una laureanda in scienze motorie, due cuochi, un agronomo e due agronomi mancati, un ragioniere programmatore con la passione delle lame, una toelettatrice per cani e gatti, un’italo-brasiliana… dovremmo divertirci, no?
Stamattina ci hanno consigliato di visitare Cassano d’Adda, dove il canale Muzza si diparte dall’Adda
ottobre 13, 2008
Terry Pratchett: andare via un poco per volta
Se hai un tumore, ti vedono come un coraggioso combattente contro la malattia, ma se hai l’Alzheimer, sei solo un povero vecchio. Questa, un po’ ingentilita da noi nella traduzione, è una delle amare considerazioni dell’autore Terry Pratchett, scrittore fantasy famoso, tra l’altro, per la serie del Mondo Disco.
Il morbo di Alzheimer (detto anche Demenza Senile) è una malattia degenerativa dei tessuti cerebrali che colpisce milioni di persone nel mondo, generalmente anziani. La vita media di chi ne è colpito è di circa sette anni dall’esordio della malattia (e quasi nessuno supera i 14), gli effetti sono fin da subito irreversibili e altamente incapacitanti, rendendo questo morbo un esplosivo problema sociale.
Pratchett, che non rinuncia al suo umorismo, dice di essere “fortunato”, pur avendo contratto l’Alzheimer a una età insolitamente giovane, perché nel suo caso è maggiormente colpita la parte posteriore della corteccia cerebrale e questo fa sì che i progressi del male, sebbene già negativi per la memoria e la vista, gli consentono di essere lucido e di parlare ancora fluentemente.
“Contrariamente agli altri malati io ho un vantaggio” dice Pratchett, “posso farmi sentire. Incredibile come la gente ti ascolta se dichiari in pubblico di donare un milione di dollari per la ricerca contro la malattia, come ho fatto io. Perché l’ho fatto? Vedo come un oltraggio essere colpito da una forma di Alzheimer e adopererò tutte le forze possibili per combattere questa rovinosa malattia.”
Sono state le difficoltà nello scrivere con la tastiera, un anno fa, a far sorgere il sospetto in Pratchett. Le visite mediche hanno rapidamente confermato che si trattava dell’Alzheimer: ma non è stata tanto la notizia in sé a colpire negativamente lo scrittore, quanto la netta sensazione del disinteresse dei medici, e delle persone in generale, verso un male incurabile che trasforma rapidamente i pazienti in invalidi.
“Mi sono sentito solo, col mondo che si allontanava da me in ogni direzione” scrive Pratchett, che aggiunge: “Se avessi contratto un tumore sarei stato di fronte a un cammino travagliato ma almeno ci sarebbero stati specialisti, esami, la sensazione di un meccanismo in moto. Non mi aspettavo una risposta che praticamente significava, vai via, ci vediamo tra sei anni.”
Invaso da una malattia che distrugge la personalità e la fiducia in se stessi, e colpito anche dal pessimo atteggiamento nella società verso i malati di Alzheimer, Terry Pratchett spera in nuove cure che possano aiutarlo: nel frattempo, può solo cercare di prolungare una battaglia che, visto lo stato attuale delle conoscenze scientifiche, non ha mai conosciuto nessun vincitore.
(www.fantasymagazine.it)
ottobre 8, 2008
Zapping
Facendo zapping con wordpress (i miracoli della tecnologia!), mi sono imbattuta in questo blog DIS.AMB.IG.UANDO che riporta questa notizia data oggi dal sito di Repubblica:
IL PERSONAGGIO
In discoteca col Cavaliere fino all’alba
“Dormo 3 ore, altre 3 per fare l’amore”
Berlusconi arriva da Parigi e si immerge nel cuore della movida milanese:
“Dai giovani ho sempre da imparare”. Poi elogia il sindaco Moratti
di FRANCO VANNI
MILANO – Esce alle sei e un quarto del mattino da una porta laterale. Giacca nera su maglia nera. Al suo fianco le ragazze incontrate in discoteca, lo seguono i giovani che hanno trascorso con lui la notte, seduti ai tavoli del privé. Silvio Berlusconi non ha ancora sonno: “Fra un’ora comincio a lavorare, ma mi sento fresco. Ero alla notte bianca di Parigi, poi un amico mi ha invitato a questa festa e non ho saputo resistere”. Già all’una di notte, quando lo avevano visto entrare nel club, i ventenni davanti all’ingresso lo avevano punzecchiato: presidente, ma non è un po’ tardi per stare in giro? “Se dormo tre ore, poi ho ancora energia per fare l’amore per altre tre”. Presidente, ma non si ferma mai? “Vi auguro di arrivare a settant’anni nello stato di forma in cui ci sono arrivato io”.
Discoteca Lotus, a pochi passi da corso Como, cuore della movida milanese. Il locale è chiuso da un’ora. Gli ultimi a uscire sono il premier e una ventina di ragazzi. “Amici del nipote di un amico costruttore – dice Silvio – la politica non c’entra”. Un’Audi scura aspetta con la portiera aperta, Berlusconi si ferma, ha voglia di parlare. Si rivolge al sindaco di Milano Letizia Moratti, che non ha gradito i regali plurimilionari del governo a Roma e a Catania. Una pioggia di soldi per ripianare bilanci disastrati, mentre i Comuni virtuosi ancora aspettano i fondi per coprire il buco aperto dal governo con la cancellazione dell’Ici. “La polemica, pur condivisibile, non tiene conto della realtà. Abbiamo dato soldi a Roma perché era in una situazione finanziaria impossibile, per colpa delle giunte di centrosinistra – dice Berlusconi – e poi perché è la capitale e i simboli hanno un valore. A Catania il contributo dello Stato è andato perché quel Comune ha fatto investimenti in infrastrutture molto importanti, e lasciarlo senza soldi significava condannare la città alla paralisi amministrativa”. Ma per la Moratti e per tutti i sindaci del Nord che protestano, dopo il bastone arriva la carota: “Letizia sta facendo un bellissimo lavoro. Ci piacerebbe poter premiare le città virtuose come Milano, ma prima dobbiamo risolvere i problemi dei Comuni in condizioni di emergenza. E comunque Milano riceverà il rimborso Ici come tutte le altre città, in base alle quote di entrate mancate che ha già messo a bilancio”.
In strada la polizia ha appena calmato una rissa fra ubriachi. Ragazzi usciti dalla discoteca un po’ troppo su di giri. Calci e pugni che macchiano di sangue le polo ben stirate. Il presidente non c’era e non ha visto. Era nel privè al primo piano, a colloquio con i “suoi” giovani. Ne dice ogni bene: “Dai ragazzi ho sempre da imparare. Mi hanno parlato della loro situazione, sempre la stessa: lavorano per grandi aziende, hanno poche certezze e stipendi bassi. Ho consigliato di mettersi in proprio, di fare impresa, di non avere paura”. Come esempio, porta se stesso: le Coppe Campioni vinte, le aziende e la politica. Poi torna indietro, a quando dopo ogni trenta e lode all’università l’intero palazzo in cui abitava faceva festa, con sorrisi e frittelle. Parabole che fanno breccia: “Grazie per la lezione di vita”, gli dice un bocconiano mentre torna alla sua Smart. “Apriremo un Circolo della Libertà, questa può considerarsi la prima riunione”, assicura il padrone di casa, 33 anni, nipote del vicino di villa del premier in Sardegna.
Dai giovani, al Milan: “Devo dirlo ad Ancelotti: Ronaldinho è uomo da area. Deve stare in mezzo all’attacco e fare movimento, procurare rigori. È un peccato farlo partire dalla fascia sinistra. Poi si sa che sulla sinistra ci stanno i comunisti…” E avanti col calcio: “José Mourinho? Non lo conosco, non ho niente da dire su di lui, qualunque mio commento sarebbe casuale. Ho cose più importanti a cui pensare”. Ad esempio? “I gol di Ibrahimovich – scherza il premier – È un giocatore impressionante e mi fa effetto vederlo all’Inter. È un campione fra i campioni, stavamo per portarlo al Milan, l’accordo c’era. Poi quando si è capito che non saremmo andati in Champions è saltato tutto. Con Shevchenko in forma, comunque, siamo competitivi per lo scudetto”.
Dalla sua squadra, Berlusconi torna alla sua città: “L’Expo del 2015 per Milano sarà un’occasione straordinaria di rilancio”. E dà l’annuncio che tutti i milanesi, a cominciare dal sindaco, aspettano da mesi: “Al prossimo Consiglio dei ministri firmerò il decreto con cui si definisce la governance della società speciale che gestirà l’Esposizione internazionale. Finalmente le parti in causa, il Comune e la Regione soprattutto, hanno trovato un accordo. Mi è stata consegnata una lista delle persone scelte per guidare la costruzione di Expo, e non ho veti da fare”. Qualche nome? “Non me li ricordo”.
In corso Como la voce della presenza di Berlusconi rimbalza da cellulare a cellulare già poco prima dell’una. Il pierre di una discoteca che chiama il buttafuori di un’altra, che via sms giura al barman: “C’è Silvio”. Prima della festa nel privè, un salto al Luminal, locale a due passi. Prima di infilarsi in macchina, una battuta sulla crisi internazionale: “Al G4 di Parigi ho fatto di tutto per convincere gli stati europei a creare un fondo anti-crisi a cui i Paesi contribuissero in base al Pil, ma ho avuto resistenze proprio da parte delle nazioni più ricche”. Leggi: la Germania. E si rivolge ai risparmiatori italiani: “Chi ha soldi in deposito nelle banche che hanno fatto affari con le società di credito americane fallite non abbiano timori per i loro soldi: il piano Bush da 700 miliardi è un ombrello solido”. E con il grazie a Bush si chiude la notte più lunga del premier. “Un’improvvisata in discoteca di cinque ore”, scherza tornando al lavoro, mezz’ora prima dell’alba.
(6 ottobre 2008)
MA
1) chi cavolo se ne sbatte delle abitudini notturne del premier?
2) Ehm, che, ci mettiamo tutti in proprio? Con quali soldi? Per fare cosa? Sa un’impresa dovrebbe avere uno SCOPO…
3)povero bocconiano, cosa gli hanno fatto? Cosa gli è successo per meritarsi una lezione di vita da Silvio?
4)MultiSilvio gioca a calcio per 11 e vince coppe dei campioni… (/me presa da un attacco di ridarella isterica)
5)di notte leoni, di giorno… fortuna che è fresco come una rosa per il lavoro: fosforil?
Lo so, mi sto facendo TANTO male.
Nota bene
Ma ogni Paese sta andando per conto suo?
La crisi dei mercati finanziari sta assumendo dimensioni preoccupanti. Anche i dati di oggi sono tutti in rosso. Dal punto di vista dell’Unione europea la domanda che molti si pongono è quella ripresa nel titolo del nostro editoriale: ma ognuno sta andando per conto suo?
La risposta è: No. Sulla risposta immediata, che coinvolge necessariamente anche il denaro dei risparmiatori, il sostegno al sistema finanziario è realizzato certo a livello nazionale, ma in modo coordinato dalle istituzioni comunitarie. Le conclusioni della riunione dei ministri delle finanze di ieri (” Risposte immediate alla crisi finanziaria”) dicono che gli Stati membri “si sono messi d’accordo di dare un sostegno alle istituzioni finanziarie rilevanti per il sistema”. Questo vuol dire che non tutte le banche saranno aiutate, e non tutti i sostegni saranno un paracadute d’emergenza. Gli interventi saranno realizzati in maniera ordinata. La coordinazione è assicurata dal Comitato economico finanziario composto dai vertici delle banche centrali e dei ministeri del Tesoro, inclusa la Banca Centrale.
Nella loro risposta immediata, i paesi dell’Ue hanno anche riconosciuto come appropriato un approccio che comprende ” la ricapitalizzazione di istituzioni finanziarie rilevanti per il sistema e vulnerabili”. In altre parole, si crea un cordone di sicurezza attorno a quelle banche che sono troppo importanti ma che possono essere indebolite dalla crisi. Riguardo ai conti correnti dei risparmiatori, la somma minima garantita è passata in un giorno da 20 mila a 50 mila euro. Anche se in Italia la garanzia era già superiore, questa misura si è rivelata molto importante in molti Paesi europei.
Quanto agli Stati Uniti, non c’ è motivo di avere un complesso di inferiorità nei loro confronti. Malgrado il fatto che loro sono ” uno ” e noi siamo 27, devono ancora azionare il loro annunciato Troubled Assets Recovery Programme, che comunque è da più parti considerato insufficiente, e ancora non c’è un loro piano per ricapitalizzare le banche strategiche e vulnerabili. E poi ci sarà da lavorare con loro quando, passata l’onda d’urto della crisi e l’infinita campagna elettorale per la Casa Bianca, ci sarà da rimettere insieme i cocci e creare un nuovo ordine finanziario internazionale più solido, e, forse, più serio dell’attuale (quella gestione della globalizzazione di cui ci parla da tempo il Professor Mario Monti).
Certo, è difficile andare d’accordo in 27 (e chi non lo sapeva?! Questa è una storiella facile e leggera da raccontare), ma in realtà gli stati dell’Ue lo stanno facendo. La Banca Centrale europea ha immesso liquidità per evitare il congelamento del sistema, e i Paesi sono stati per ora capaci di intervenire, anche in maniera coordinata, a favore delle loro banche strategiche in difficoltà.
Matteo Fornara
Rappresentanza a Milano
Allora forse abbiamo imparato qualcosa dalla crisi del ’29?
ottobre 7, 2008
Non mi tocca?!?
Torna il maestro unico. Nel provvedimento sono contenuti i cambiamenti ampiamente annunciati nei giorni scorsi: dal maestro unico al blocco del turn over nei prossimi tre anni per circa 150 mila insegnanti, dal ritorno al grembiule al voto in condotta. Sul maestro unico, uno dei punti più contestati da opposizione e sindacati, il decreto prevede l’abolizione, a partire al prossimo anno, del team di insegnanti alle elementari (ora sono tre per due classi).
Orario di lavoro più lungo. Quanto alle ore del tempo pieno, queste saranno coperte dallo stesso maestro unico, che dovrebbe lavorare un maggior numero di ore. Il decreto prevede che per le ore di insegnamento aggiuntive, rispetto all’orario d’obbligo, si possa attingere per il 2009 dalle casse delle singole scuole.
A-I-U-T-O!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Credo che emigrerò in qualche posto lontanolontanolontano quando inizierò a lavorare, qualche posto dove si cerca di risolvere i problemi, magari, non di aggravarli.
Papilio Macaone
Venerdì io e la cuginetta abbiamo trovato nell’orto del nonno questo bel bruchetto. La peste ha deciso di allevarlo e oggi pomeriggio abbiamo scoperto che diventerà una bellissima farfalla… sempre che sopravviva alle cure di una dodicenne!
Nel frattempo stiamo organizzando la festa per le nozze d’oro dei miei nonni: hanno deciso che faccio la wedding planner :P
settembre 29, 2008
Fifa
Sono una fifona.
Lo sono quando sono così arrabbiata che non riesco a parlare perchè ho paura di uccidere con le parole.
Lo sono quando non riesco a parlare perchè ho paura di far fare alle persone cose che non vorrebbero fare.
Lo sono quando non faccio ciò che desidero perchè ho paura dei giudizi altrui.
Lo sono quando non mi fido abbastanza di chi mi è vicino.
Lo sono quando tengo talmente tanto a qualcosa che la paura mi blocca e non faccio quallo che sarebbe giusto fare.
In questo momento ho paura di tante cose, ma più di tutto temo quest’ansia che mi ronza intorno come una mosca.
Avete un insetticida?
agosto 25, 2008
La nebbia non si disperde
Avremmo voluto pubblicarle prima delle vacanze [le graduatorie per il Servizio Civile], ma non ci siamo riusciti.
In questo momento l’ACL è chiusa per ferie, le riprenderemo in mano appena rientrati.
a risentirci
Saranno rientrati oggi???
Riuscirò a sapere qualcosa prima del primo ottobre??
Mistero
Ps: incrociamo le dita per gli esami di mio fratello e mio cugino…
agosto 24, 2008
Sfiducia
Le mie temo-spero ultime vacanze da studentessa stanno finendo e io mi sento davvero triste. Sarà perchè avrei voluto fare tante cose che invece, per un motivo o per l’altro, non sono riuscita a fare. Sarà perchè non so cosa succederà, cosa farò dopo la laurea, se riuscirò a combinare qualcosa…
Uff, odio essere così sfiduciata.