aprile 26, 2009
Terremoto e terremoti
Brrrr. A volte è brevissimo, neanche ti dà il tempo di pensarlo. A volte è lungo, lunghissimo: sembra che anche il tempo rimanga lì attonito, incapace di formulare il più elementare dei pensieri.
Brrrrr. E’ la casa che rabbrividisce e balla al ritmo della terra.
Brrrrr. Le tue sicurezze traballano come gli Svaroski nella vetrinetta.
Brrr. Il panico s’impossessa di tutto e dilaga, veloce, seguendo il brivido. Il panico sente, pensa, agisce al posto tuo. Tutto è pericoloso, tutto ti è nemico, la ragione in primis.
Sono stata a Teramo per le vacanze di Pasqua. Più che con il terremoto, è con il panico che ci siamo scontrati, soprattutto con quello dei nostri coetanei, a cui io non ero minimamente preparata. Non so perchè, ma pensavo (e ne sono tutt’ora convinta) che fosse compito dei giovani fare forza alla comunità, arginare il panico dilagante, consolare, aiutare, sostenere. Portare futuro e ragionevolezza. Conforto e determinazione. Nonostante TUTTO.
Molto probabilmente chiedo troppo.
Ma non è solo la terra che trema. Nell’ultimo anno molte delle coppie che conosco sono state attraversate da terremoti più metaforici ma non meno catastrofici, ai quali alcune, che credevo inossidabili, hanno ceduto senza troppe difficoltà, mentre altre hanno riportato profonde crepe che faticano a risanare.